Il magazine dei Framers!

Aperture

I Framers hanno anche un magazine ufficiale: Aperture.
Il magazine raccoglie reportage che raccontano di Gaggiano e  del territorio.

Se siete interessati al magazine, lo potete trovare presso alcune attività commerciali di Gaggiano, ad ogni incontro o iniziativa pubblica a cui partecipiamo e contattandoci via Facebook o mail.

Indice

  • #EverybodyPride #NessunaEsclusione di FrancescaPanaioli
  • Le donne in Iran di AnnaBondavalli
  • L’altro Perù di EnricoAndriolo
  • Il grande canyon italiano di PierangeloZaglio
  • Il Palio di Siena di MarziaRizzo
  • Mirror experience di SusannaMoggi
  • Arrampicata sportiva di StefanoOlivares e FedericoOlivares
  • Statue australiane di CesareBastioni

L’editoriale

Questa volta Aperture cambia leggermente: non solo reportage, ma sperimentazioni tecniche e gallery.
Sempre più una rivista fotografica a tutto tondo, prodotto della passione e creatività dei soci del gruppo fotografico The Framers.
Dal gay pride alle donne iraniane, dai giochi fotografici con gli specchi al Palio di Siena: scatti che esplorano il mondo circostante attraverso l’obiettivo fotografico.

Indice

  • Boxe amatoriale di StefanoOlivares
  • Quando vanno in scena creatività e colore… di FrancescaPanaioli
  • Il coro Trecime di Abbiategrasso di LorenzoVolpones
  • Fare la spesa a tutto Gassss di PierangeloZaglio
  • Bench Bama di SergioRagno
  • Anatomia di un violino di SusannaMoggi e SilviaDiStefano
  • Nutrire il pianeta di MarziaRizzo

Questo numero di Aperture è stato presentato il 16.07.16 alla Notte Bianca di Gaggiano.

L’editoriale

Non più solo reportage, ma una rivista di fotografia che vuole raccontare le diverse espressioni e stili fotografici dei soci The Framers. APERTURE, alla sua quarta uscita, cambia leggermente prospettiva: continua a raccontare storie attraverso le immagini, ma non si limita al genere del fotoreporter; sempre più verranno esplorati altri generi e si racconteranno storie che esulano dai confini gaggianesi. Obiettivo sarà quello di presentare la versatilità del mezzo fotografico e la potenza comunicativa che questo può sviluppare indipendentemente dal soggetto trattato. Un obiettivo perseguito dalla nostra Associazione Culturale a partire dai diversi corsi e workshop fotografici proposti: negli ultimi sei mesi, oltre al corso base e avanzato, gli approfondimenti su Bianco & Nero e Street Photography tenuti dalla fotografa Marzia Rizzo e la mostra per la seconda edizione di ESF: Protagonisti della Fotografia realizzata presso Villa Annoni di Cuggiono per la quale è stata documentata la realtà della Casa della Luna di Gaggiano. Parallelamente a corsi e mostre continuano le serate di #VivoDiFotografia durante i quali soci e non soci hanno modo di confrontarsi con chi della fotografia ne ha fatto un mestiere, così come proseguono i contest fotografici all’interno del gruppo Facebook.

copertina Aperture

Indice

  • Binario Morto
  • Lo sport allena la vita
  • IntervistaYuji, buddista nippo-giapponese
  • Sei quote rosa di Gaggiano
  • L’Accademia musicale dell’Annunciata
  • SpecialeLa lunga sciarpa del Naviglio

Questo numero di Aperture è stato presentato il 12.03.15 presso l’Accademia dell’Annunciata di Abbiategrasso.  vedi

L’editoriale

Non è stato semplice realizzare questo terzo numero di Aperture. The Framers è un’associazione di amanti della fotografia che nelle sue fila annovera soci appassionati di reportage, ma pochi giornalisti o fotografi professionisti. Nonostante ciò, tutti hanno deciso di mettersi nuovamente in gioco, con passione e dedizione, per realizzare un terzo numero, con la consapevolezza di fare sì un lavoro amatoriale, ma con quella giusta dose di serietà e onestà che si spera possa renderlo interessante.

Sin dai primi due numeri l’indirizzo è stato chiaro: far conoscere, attraverso il reportage, le realtà del territorio che passano inosservate. Ancora una volta, perciò, siamo partiti da Gaggiano concentrando la nostra attenzione su sei imprenditrici che gestiscono, in modo dinamico, alcuni negozi del paese e sulla scuola di football americano che sta diventando un vero vanto per la nostra cittadina.
Ci siamo quindi spinti ad Abbiategrasso e Corsico, viaggiando tra le pene dei pendolari della linea S9 e i percorsi spirituali di buddisti nippo-gaggianesi, assistendo alla registrazione di un album di musica classica nel chiostro dell’Annunciata. Tutto questo è stato fatto con il solo intento di regalare ai nostri lettori la scoperta di mondi così vicini a noi che talvolta rischiamo di sentire tanto lontani da non riuscire a  conoscerli approfonditamente.

Indice

  • Taxi ambulanza, gli angeli urbani
  • Magenes e la magia della zuccchero soffiato
  • Non è un Paese per portatori di handicap
  • Se volete sorridere, mettetevi in coda
  • VisivaMenteL’immagine della politica… la politica delle immagini
  • Turista Spazzino fai da te
  • Il bianco, il nero e altre alchimie
  • Vivere di fotografia
  • GalleryCarnevale gaggianese

L’editoriale

A sei mesi del numero Zero di Aperture, e dopo gli apprezzamenti ricevuti per la qualità del lavoro fatto per la scorsa edizione, il gruppo fotografico The Framers si è voluto cimentare nella realizzazione di un nuovo numero di questo Magazine.

L’associazione dei fotografi gaggianesi, attraverso questa pubblicazione, vuole rimarcare il proprio legame con il territorio cercando di rimanere al di fuori delle logiche politiche e campanilistiche territoriali.

Aperture vuol essere una voce nuova e indipendente il cui scopo principale è quello di essere obbiettiva, adoperando uno stile giornalistico personale e impersonale allo stesso tempo. I nostri reportage, le nostre storie sono prima di tutto analizzate e scandagliate dall’obbiettivo della macchina fotografica, un occhio indiscreto che ha lo scopo di dire la verità nuda e cruda, scevra da ogni condizionamento esterno. I temi trattati in questo numero sono perlopiù sociali, perché siamo fermamente convinti che attraverso questo genere di attività si esprime la capacità di rinnovamento del tessuto sociale a livello locale.

Nel nostro magazine ci sono un fotografo e un cronista che lavorano insieme su un tema a propria scelta. Un argomento che è stato seguito e approfondito nell’arco di alcuni mesi e che viene restituito su queste pagine con lealtà e franchezza. Per Citare Noam Chomsky “O si ripetono le solite dottrine convenzionali che tutti predicano, oppure si può scegliere di dire qualcosa di vero, e suonerà come se fosse proveniente da Nettuno,” ed è probabilmente questa la sensazione che diamo ai nostri lettori, ma considerando l’entusiasmo che abbiamo suscitato nella nostra prima pubblicazione, qualcosa ci dice che in fondo il nostro modo di fare reportage non è poi del tutto sbagliato ed è forse più accettabile grazie a questa nostra natura “nettuniana”.

Indice

  • Il popolo degli orti
  • Dulcis in fundo
  • Un mare di mais, un mare di problemi
  • Intervista Non chiamatelo solo il Cima
  • Dammi la tua munnezza e ti diro chi sei
  • A misura d’uomo
  • Inchiesta Globalizzazione no limits
  • Le femminilità offese
  • In missione per conto di Dio
  • Il Ramadan delle donne
  • Solidarietà legale
  • Socialità: elisir di lunga vita
  • Favola Folle: la nuova favola di Gaggiano
  • Gallery: La partita del cuore della Freccia Azzurra 1945
  • Come nasce il gruppo fotografico The Framers
  • Il mondo visto da 107cm d’altezza

L’editoriale

Il reportage è una forma del discorso giornalistico che privilegia la testimonianza diretta. Noi del neonato gruppo fotografico The Framers, insieme al circolo narrativo AltreVociAltriSuoni, ci siamo cimentati proprio con questa forma di comunicazione per inaugurare il primo progetto di mostra fotografica.
Per realizzare un buon reportage è importante indagare e documentarsi. E’ quello che è successo ai fotografi e scrittori che hanno voluto raccontare storie della gente comune, quelle dei nostri vicini di casa. Abbiamo cercato di capire cosa c’è dietro la nostra agricoltura, come si affronta l’argomento lavoro e come vivono i nostri anziani. Ma non ci siamo fermati solo a questo. Abbiamo incontrato gente di altre culture e di altri credi. Siamo entrati nelle case degli stranieri che vivono accanto a noi per capire come funziona il processo d’integrazione spingendoci anche oltre il nostro territorio. Siamo andati anche a constatare quanto importanti siano le attività sociali che svolgono le associazioni.
In questo magazine ci sono dunque immagini e parole di persone semplici, le loro storie, vicende che, senza il nostro contributo, nessuno avrebbe mai ascoltato. Nelle prime pagine abbiamo voluto rappresentare l’indifferenza, la scarsa disposizione delle persone ad ascoltare e a parlare con gli altri. In queste foto abbiamo voluto ritrarre alcuni dei nostri reporter nell’atto di coprirsi gli occhi, le orecchie e la bocca per rappresentare la gente persa dietro il proprio quotidiano, afflitta dai propri problemi e incapace di comunicare con gli altri.
Nelle ultime pagine del catalogo gli stessi attori si mostrano invece aperti e sorridenti, nell’atto di parlare tra loro. Questa serie l’abbiamo appositamente messa alla fine, perchè rappresenta l’apertura che i lettori che arriveranno in fondo a questo catalogo avranno dimostrato. Questa sequenza è anche la metafora di chi, con affanno, cerca di far cultura su un territorio che troppe volte rimane sordo alle vicende degli altri. Un territorio abitato da individui che non amano guardarsi dentro, perchè fare cultura significa soprattutto confrontarsi con se stessi, accettare cioè quello che si è veramente.

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